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Dal Crotto Dangri al Bivacco Ledý
Postato il Domenica, 09 settembre @ 18:28:30 CEST di marcofilla

Escursioni in montagna di un giorno Dal Crotto Dangri al lago Ledù

Accesso: Gravedona--> Peglio--> Livo
Dislivello:  1700 m
Tempo: 8 h e 30 min

Partenza :: Crotto Dangri (630)
Punto più alto :: Lago di Ledù (2250)


E' una bel sabato settembrino e dopo la sveglia all'alba ;-) decidiamo di cimentarci con la prima vera passeggiata della stagione: il bivacco Ledù e l'omonimo lago ci aspettano! Alle 10.45 lasciamo l'auto al Crotto Dangri...si, partiamo tarduccio perchè abbiamo incontrato vari ostacoli sulla strada che da Livo porta al Crotto, tipo taglialegna  e ruspe in funzione...Attraversiamo il bel ponte a schiena d'asino e iniziamo la prima delle tante salite su per la via Crucis immersa tra castagni.

Poco dopo arriviamo in prossimità della chiesa di Sant'Anna dove un gruppo di giovincelli attinge l'acqua alla fontana. La salita fino alla località Baggio è veloce e ben cadenzata grazie ai gradoni che salgono in modo regolare.

A Baggio un'altra comitiva si approvigiona alla seconda fontana ( la valle è ricca d'acqua e fino alle baite dell'Ingherina si può farne scorta). Diamo un'occhiata alle indicazioni del Cai...siamo ancora lontanucci dalla meta: mancano più di 4 ore per arrivare a destinazione. Seguiamo a sinistra del caseggiato il sentiero che s'inoltra quasi in piano, fino a Pianezza. Alpeggio di Ingherina

A dire il vero ci sono pochi saliscendi, almeno fino al ponte che attraversa il torrente. A questo punto  si prosegue all'interno di un faggeto la cui ombra ci refrigera un po'. Questo tratto è il mio preferito - almeno all'andata- : è regolare e fresco e sbuca nella bella località di Pianezza. C'è molta gente, i più si fermano a campeggiare e a fare il bagno nelle pozze lungo il torrente.

 Il mio primo pensiero è "fermiamoci anche noi", ma il resto del gruppo non è della stessa idea. Attraversiamo un altro bellissimo ponte e da lì iniziano i 1000 metri di dislivello che ci porteranno al bivacco. Il sentiero- al principio non ben segnalato- s'inerpica su e su e i nostri piedi poggiano su morbidissime foglie di faggio. La salita, ripida ma regolare, ci permette di guadagnare in poco tempo la cascina Ingherina dove troviamo un gruppo di affabili cacciatori che ci offrono da bere e ci sconsigliano di proseguire. Infatti sono ormai le 14.30 e sembra che la strada sia ancora lunga.

Non ci facciamo scoraggiare e - gambe in spalla- guadagniamo l'Avert, un alpeggio per cavalli e mucche e poi riprendiamo la salita che è ben segnalata ma mooolto faticosa. Incrociamo il sentiero dei Monti Lariani e seguiamo a destra per arrivare alla cresta da cui ci aspettiamo di vedere il bivacco. Sorpresa! Il bivacco si vede ma a un Km di distanza. Ci separa da lui una pietraia lunare e una stanchezza che inizia a farsi sentire. Gambe in spalle camminiamo per un altro quarto d'ora

 Dietro al bivacco si stende un gioiello: un lago alpino dall'acqua cristallina e gelida che sembra davvero incastonato nelle rocce. L'incanto è breve perchè dopo pochi minuti riprendiamo la via del ritorno. La discesa è rapida ma non lo è altrettanto il lungo tratto tra Pianezza a Baggio.

All'arrivo è buio, le ginocchia urlano vendetta e con uno sguardo all'indietro guardiamo le vette che ci avevano fatto compagnia fino a qualche ora prima.











 
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