
Ultima domenica di settembre e sembra estate piena: alle dieci cominciamo a salire da Montalto verso la collina da cui si lanciano i parapendii.
La vista è mozzafiato, il sole caldo: invidiamo chi si tuffa nel cielo in una giornata così splendida.

Seguiamo la strada carrozzabile che si snoda in ampi tornanti e ci consente di godere di scorci suggestivi del lago.
Arriviamo in poco tempo a scollinare e troviamo una bella baita che vende formaggi e prodotti locali.
E' una fortuna, visto che oggi siamo rimasti senza cibo, avendo dimenticato il pranzo a casa...Facciamo scorta di formaggio locale e seguiamo, dopo aver chiesto due volte indicazioni, per una mulattiera che entra nel bosco di castagni.
Dopo alcune centinaia di metri le indicazioni si riveleranno essere sbagliate, e io che avevo fatto pressioni per prendere la strada pianeggiante, mi ritrovo a dover scarpinare su per il bosco dissestato, seguendo finte tracce lasciate da animali e dai "fungiatt", i cercatori di funghi che in questo periodo popolano i boschi (insieme ai cacciatori che lasciano i loro possenti fuoristrada proprio a margine del bosco).

La salita non è lunghissima, ma veramente erta. Usciti dal bosco saliamo seguendo il corso di un torrente fino a ritrovare la via perduta.
Che sudata! E che frustrazione vedere che nonostante sia ora di pranzo non siamo neppure a metà strada...Pranziamo all'Alpe Gigai in compagnia di un gregge di pecore, di un'aquila e di Diego che cerca di tuffarsi nella fontana gelida. Poi puntiamo verso l'alpe Pescedo, luogo incantato per la cura delle baite ma dove il vento la fa da padrone.

Ci dissetiamo ad una bella fontana di legno e dopo pochi minuti di discesa troviamo un rudere abbandonato contornato da faggi all'ombra dei quali riposiamo a lungo, insieme a una coppia teutonica in visibilio per la bellezza del luogo. Appena svegli ci rendiamo conto che la strada è lunga ed evitiamo di prendere il sentiero consigliato.
Al contrario scendiamo per il bosco usando scorciatoie e ci troviamo in un batter d'occhio a Fordeccia. Bello!! Ancora parapendii e tanta luce in questa domenica magnifica.

Scendiamo ancora e incrociamo il sentiero dei monti lariani che taglia in costa la valle: è stretto e molto ben segnalato, piacevole da percorrere perchè attraversa boschi di castagni, betulle e faggi, e anche un paio di ruscelli carichi d'acqua.
Sulle sponde del primo torrente troviamo anche un bel porcino che useremo a cena per insaporire la carne. La strada è abbastanza lunga e solo verso le 18 arriviamo a Montalto. Gli ultimi "aquiloni", così chiama Diego i parapendii si lanciano verso il lago e noi ci rinfreschiamo ad fontana prima di tornare a casa.