Tour: Corsica - Gr 20 - Tappa 4: Ascu Stagnu a Tighjettu
Postato il Venerdė, 24 novembre @ 00:00:00 CET di marcofilla |
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Tappa 4: Da Ascu Stagnu a Tighjettu
Dislivello: + 1000m -740m
Tempo: 8 ore
Partenza :: Ortu du Piobbu (1422 m)
Arrivo :: Ascu Stagnu (1683 m)
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Quarta giornata. Tappa memorabile. Partiamo in sordina, lenti lenti ci inerpichiamo costeggiando il fiume ma, piano piano il cielo diventa blu, tersissimo e ci invoglia a camminare di buon passo. Sono un po' condizionata dalle esperienze degli altri e da diari che ho letto la sera precedente e che descrivono il cirque de la solitude come un'impresa alpinistica di difficile accesso.
Mi chiedo se il gr si concluderà oggi per noi e se dovrò costringere Marco a tornare, inglosriosamente, da dove siamo venuti. Ma tutto intorno è così bello, così terso, così pulito, che la voglia di continuare mi spinge ad affrontare il mio nemico e vedere, per lo meno, di che morte debba morire.
Il circolo, s'intravede, spaventoso, al termine di una lunghissima salita: si accede attraverso una strada bianca, ben visibile dal basso, che costeggia la montagna a metà versante.
E' stupefacente vedere la roccia rossa, sembrano statue scolpite tanto sono perfettamente levigate. Alcune sono sferiche, altre sono lastre gigantesche di un colore irreale: sembrano davvero dipinte da un pittore incendiario.
La Corsica ci piace anche per la sua incredibile varietà di paesaggi e di scorci. Arrivati all'ingresso del circolo due spagnoli mi dicono che bisogna accettare i propri limiti e tornare indietro quando è necessario. Mi demotivo ulteriormente ma l'incoraggiamento dei miei compagni di viaggio mi spinge almeno a tentare e, una volta calatami su quanto rimane di rocce sgretolate dal tempo, maledico la mia decisione perchè non riesco più a risalire e sono quindi costretta a scendere in bilico sul vuoto con le gambe che mi TREMANO e con Marco che mi posiziona le caviglie su appigli più immaginari che reali.

Sopra di noi piovono pietre, il fatto, in sè negativo, mi fa smuovere e finalmente proseguo ad una velocità dignitosa, per evitare che ci cada qualche sasso in fronte.
Arrivati nel fondovalle e guardando a ritroso mi accorgo che effettivamente, il tratto era esposto e ripido, ma molto meglio di quanto mi ero immaginata nei giorni precdenti.
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