Tour: Corsica - Gr 20 - Tappa 3: Da Carozzu a Ascu Stagnu
Postato il Venerdė, 24 novembre @ 00:00:00 CET di marcofilla |
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Tappa 3: Da Carozzu a Ascu Stagnu
Dislivello: + 790m -640m
Tempo: 7 ore
Partenza :: Ortu du Piobbu (1270 m)
Arrivo :: Ascu Stagnu (1422 m)
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E' un po' nuvoloso, ma prima di partire non ci neghiamo una bella colazione sui tavoli di fronte al rifugio che danno sulla vallata e ammiriamo le amenità del paesaggio prima di incamminarci per la terza tappa. I soliti ritardi nel preparare i bagagli e, con Chretien, siamo ancora gli ultimi a chiudere la fila dei grand randonniers.
Al primo bivio inoltre sbagliamo strada e ci troviamo sopra una bella carrozzabile che ci fa intuire l'errore. Risaliamo e finalmente ritroviamo i consueti bolli del nostro amato sentiero: neanch'io, con il mio senso dell'orientamento, riesco a smarrirmi.
I segnali infatti sono ben visibili e posti a breve distanza l'uno dall'altro e in questo caso ci portano sopra un fiume il cui largo letto è attraversabile solo usufruendo di un ponte (si fa per dire!) dall'aspetto quantomeno traballante. La passarella d'acciaio, sostenuta da corde dell'anteguerra, mi provoca un vago senso d'inquietudine e la voglia di tornare a Calenzana.
Rantolando riesco a superare l'ostacolo e, di malumore, inizio la salita su lastre di granito rosso di cui ci chiediamo la provenienza e ci domandiamo anche se non prenderemo un'acquata memorabile.
Dense nuvole, cumulo nembi e cirri si ammassano sopra la nostra testa e ci accompagnano per tutta la salita. Meravigliati, al limite della salita ci ritroviamo in un paesaggio alpino: siamo in mezzo a cime rocciose degne delle Alpi, il sentiero si snoda fra di esse e noi ci aiutiamo con il passamano ghiacciato per la temperatura poco estiva.
Il tratto in quota è abbastanza lungo e ci porta sopra Haut Asco. La discesa non è degna di nota, anzi è piuttosto noiosa e davvero lunga. Abeti secolari segnano l'ingresso a Haut Asco: la vallata è amena, c'è posto per tutti!
C'è pure il fiume impetuoso che cullerà i nostri sogni e soprattutto un rifugio trattoria che ci rifocilla dopo le fatiche giornaliere. Ben tre primi, due secondi, frutta e dolce! sanno come trattare chi fatica, da queste parti.
Da segnalare anche il negozietto adiacente (dotato di cabina telefonica attorno alla quale i montanari fanno perennemente la fila per chiamare casa) che ci deruba ma ha delle ottime banane secche. Soddisfatti della giornata andiamo a dormire prima del buio, anche perchè la temperatura polare non invoglia a altre chiacchiere all'aperto.
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