Da Anacapri al Faro di Punta Carena passando per la Guardia

Accesso: Anacapri-->P.zza Caprile (fermata autobus)
Dislivello: 0
Tempo: 0,45 ore

Partenza :: Caprile (200 m)
Arrivo :: Faro (0 m)

 

miglierafaro02E' un tuffo nel sole questa passeggiata, con il Mediterraneo che riempie la vista e acceca con la sua bellezza.
Da Caprile la strada non è troppo lunga e merita per la varietà, il tripudio di fiori (bouganville e bignonie la fanno da padrone, insieme a aloe e spinosi fichi d'India).

Non so dire perchè a me piaccia così tanto, forse la natura, o le case bianche o i viottoli di campagna o le ceramiche appese alle porte che raccontano una storia, o le anfore antiche o i profumi di gelsomino, o la presenza del faro che aspetta sicuro le navi che arrivano dal mare e noi viandanti che veniamo dalla montagna. Forse è l'abitudine che me la rende cara, il percorrerla appena approdati sull'isola per dire:"Eccoci. Siamo tornati". miglierafaro05

Si scende all'ultima fermata dell'autobus, si segue la strada per circa 300 metri fino al bivio che porta al ristorante Mamma Giovanna. Lì si abbandona l'asfalto e ci si ritrova in un'altra epoca con le stradine rasenti i muri, i lecci e gli ulivi secolari.

Si costeggiano diverse proprietà, la più nota è Torre Damecuta, un tempo abitata da Axel Munthe e si prosegue in mezzo a prati di acetosella che fiorisce in inverno. Si sale un poco e poi la strada spiana: il paesaggio diventa allora campagna e il Monte Solaro dall'alto, chiude lo scenario.
Faro di Punta CarenaDa pochi mesi è possibile scendere dal una scalinata restaurata che porta sopra la cala del Tombosiello. Pochi gradini e si è avvolti dal mare: si entra allora in un altro scenariodi rocce e calcare bianchissimo che contrastano con il blu del acqua e del cielo. La scala è ripida, offre belvederi imperdibili: è difficile percorrerla velocemente, ogni pretesto è buono per fermarsi a guardare.

Si è immersi inoltre nella macchia mediterranea: mirto, lentisco, ginestre, cisti, addirittura le orchidee crescono spontanee in questo parraadiso. Il FaroE' una natura aspra e al tempo stesso raffinata; i fiori hanno colori rari e bellissimi, davvero ogni particolare è degno di nota e di attenzione.

A volte, in mezzo al mare, abbiamo avvistato banchi di tonni che giocano nell'acqua e saltano creando bagliori argentati. La scala finisce sulla strada carrozzabile ma dopo 10 metri un'altra, più ampia, prosegue nella pineta e arriva quasi fino alla punta Carena. II faro, da poco tempo rosso mattone, fino a pochi mesi fa rosa antico, è l'ultimo baluardo prima del mare dove perdersi di nuovo a guardare l'infinito.