Tappa 6: Hôtel de Verghio - Refuge de Manganu

Dislivello: + 340m -140m
Tempo: 7 ore

Partenza :: Castel di Vergio (1405 m)
Arrivo :: Refuge de Manganu (1601 m)

corsica-gr20-13Il mulo stanotte ci ha dato il tormento, cercando di mangiare i lembi di tenda e attentando al nostro sonno.
Ci svegliamo quindi affaticati ma, per fortuna, l'inizio è in discesa e abbiamo il tempo di riordinare i pensieri (confusi) e le fantasie omicide sull'amico mulo.

Scendendo incontriamo una bergerie nominata nelle guide ma che non ci fa voglia di fermarci. L'odor di capra aleggia nell'aria e ci spinge verso lidi meno profumati. Attraversiamo una foresta di pini loricati, alti e imponenti come colonne; poi si comincia la salita (lunga e non particolarmente piacevole) verso il Ciottulu di i Mori.
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In cima è stupendo, si vede il Capo Tafunatu ( traforato): è una montagna proprio bucata nel mezzo, strana a vedersi. Il circolo descritto dal sentiero sul crinale della montagna offre una visuale fantastica della vallata: il cielo è terso, il caldo mediterraneo soffoca e ci fa venire una gran sete. La fortuna ci assiste perchè la discesa è morbida e disseminata di pozze d'acqua cristallina.

Un gruppo di toscani si diletta a nuotare in una di esse e anche noi ci fermiamo a riprendere fiato e a bagnarci perlomeno le estremità. Crediamo di essere arrivati ormai a destinazione, dopo le 8 -9 ore canoniche di marcia, e ci viene il sospetto di esserci smarriti: Castel di Vergio non si avvista all'orizzonte e noi seguiamo i bolli rossi e bianchi imperterriti ma stanchi morti.

corsica-gr20-15 Dall'alto vediamo un bosco sterminato e ci convinciamo che il nostro rifugio sia prima della foresta: cammina cammina invece arriviamo al limite degli alberi e proseguiamo per un'infinità di tempo per interminabili saliscendi. Il caldo è soffocante e la stanchezza della notte precedente si fa sentire; in lontananza rumori di auto ci avvertono che siamo in prossimità di una strada carrozzabile.

Appena fuori dal bosco la incrociamo e di li a poco arriviamo al fatidico rifugio situato proprio sulla strada, in un campetto di terra battuta polverosa che si solleva al primo alito di vento. Unica nota positiva: i bagni, degni di questo nome, piastrellati e con acqua calda dal gettito potente. Decidiamo di concederci un pasto caldo in questo luogo raggiunto da tutte le comodità e andiamo a dormire cullati dai rombi delle auto.


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